Come si legge un bilancio riclassificato: schemi, margini e indici che contano
Il bilancio depositato segue gli schemi del codice civile, pensati per la pubblicità legale e non per l'analisi. La riclassificazione riordina stato patrimoniale e conto economico in modo da rendere calcolabili margini e indici. Quali schemi si usano, come si leggono MOL, EBIT, PFN e capitale circolante, e dove la riclassificazione può ingannare.
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Come si legge un bilancio riclassificato
Riclassificare un bilancio significa riordinare le voci di stato patrimoniale e conto economico in schemi diversi da quelli civilistici, per far emergere margini e indici che gli schemi obbligatori non mostrano. Il bilancio depositato al Registro delle Imprese risponde a un obiettivo di pubblicità legale: dice cosa c'è, non come sta andando l'azienda.
Il documento riclassificato non è un bilancio ufficiale e non viene depositato da nessuna parte. È un'elaborazione, e per questo due analisti possono produrre due versioni diverse dello stesso bilancio senza che nessuno dei due abbia sbagliato.
Perché gli schemi civilistici non bastano
Lo stato patrimoniale previsto dal codice civile classifica l'attivo per destinazione (immobilizzazioni e attivo circolante) e il passivo per natura, senza distinguere i debiti finanziari da quelli commerciali. Il conto economico è a valore e costi della produzione: aggrega per natura del costo, non per area di gestione.
Da questi schemi non si ricavano direttamente tre informazioni che servono a chiunque valuti un'azienda: quanto vale il debito finanziario netto, quanto margine produce la gestione caratteristica prima delle politiche di ammortamento, e quanta liquidità è immobilizzata nel ciclo commerciale.
| Domanda | Risposta nel bilancio civilistico | Risposta dopo la riclassificazione |
|---|---|---|
| Quanto debito finanziario ha? | Sparso fra le voci D del passivo, mescolato ai debiti verso fornitori | Posizione finanziaria netta |
| Quanto rende la gestione operativa? | Non esposta come margine autonomo | MOL ed EBIT |
| Quanto capitale è bloccato nel circolante? | Da ricostruire voce per voce | Capitale circolante netto commerciale |
| Regge un anno difficile? | Nessun indicatore di struttura | Indici di liquidità e di indebitamento |
I due schemi dello stato patrimoniale
Criterio finanziario. Le voci si ordinano per liquidità dell'attivo e per esigibilità del passivo, con lo spartiacque dei dodici mesi. Ne escono attivo corrente e immobilizzato, passivo corrente e consolidato, patrimonio netto. È lo schema che serve per gli indici di liquidità e per rispondere alla domanda se l'azienda riesce a onorare le scadenze ravvicinate.
Criterio funzionale (o di pertinenza gestionale). Le voci si ordinano per area: gestione caratteristica, accessoria, finanziaria. Ne esce il capitale investito netto, contrapposto alle fonti di copertura fra mezzi propri e indebitamento finanziario netto. È lo schema che serve per il ROI e per capire quanto capitale l'azienda impiega davvero per fare il suo mestiere.
I due schemi convivono. Chi analizza per concedere credito a breve parte dal finanziario; chi valuta la redditività di un'impresa o prepara un'acquisizione parte dal funzionale.
Il conto economico a valore aggiunto
La riclassificazione più diffusa in Italia è quella a valore aggiunto, perché si costruisce quasi meccanicamente dalle voci civilistiche e produce una scala di margini leggibile dall'alto verso il basso.
| Livello | Come si ottiene | Cosa dice |
|---|---|---|
| Valore della produzione | Ricavi, variazione rimanenze prodotti, capitalizzazioni interne | Quanto l'azienda ha prodotto, non solo venduto |
| Valore aggiunto | Meno consumi di materie e costi per servizi e godimento beni di terzi | La ricchezza creata prima di remunerare il lavoro |
| MOL (EBITDA) | Meno costo del personale | Il margine della gestione operativa, al netto delle politiche contabili |
| EBIT (reddito operativo) | Meno ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti | Il risultato della gestione caratteristica |
| Risultato ante imposte | Più o meno gestione finanziaria e straordinaria | Effetto della struttura del debito |
| Utile netto | Meno imposte | Quanto resta ai soci |
Il MOL è il livello più confrontabile fra aziende diverse, perché non risente delle scelte su ammortamenti e svalutazioni. È anche la riga che gli imprenditori confondono più spesso con il flusso di cassa: il MOL ignora le variazioni del circolante, quindi un'azienda con MOL positivo e crediti che non incassa resta senza liquidità.
Gli indici, e cosa chiedere a ciascuno
| Indice | Formula | Come si legge |
|---|---|---|
| ROE | Utile netto / Patrimonio netto | Rendimento per chi ha messo i soldi. Va confrontato con il costo del capitale, non con lo zero |
| ROI | EBIT / Capitale investito netto | Rendimento della gestione operativa, indipendente da come è finanziata |
| ROS | EBIT / Ricavi | Marginalità sulle vendite. Utile solo dentro lo stesso settore |
| PFN | Debiti finanziari meno liquidità e attività finanziarie | Il debito vero. Se negativa, l'azienda ha cassa netta |
| PFN / MOL | Posizione finanziaria netta su margine operativo lordo | Anni teorici di margine per estinguere il debito. Oltre 3-4 le banche iniziano a fare domande |
| Current ratio | Attivo corrente / Passivo corrente | Sotto 1 le scadenze a breve superano le risorse a breve |
| Quick ratio | (Attivo corrente meno rimanenze) / Passivo corrente | Come sopra, escludendo il magazzino, che non sempre si vende |
| Giorni di incasso | Crediti commerciali / Ricavi x 365 | Quanto tempo passa dalla fattura al denaro |
| Giorni di pagamento | Debiti commerciali / Acquisti x 365 | Se cresce molto e senza accordo, può segnalare tensione di cassa |
Nessuno di questi numeri significa qualcosa da solo. Un current ratio di 0,9 in un supermercato, che incassa in contanti e paga i fornitori a 90 giorni, è normale; lo stesso valore in un'impresa edile è un allarme.
La lettura utile è sempre doppia: nel tempo, confrontando almeno tre esercizi della stessa azienda, e nello spazio, confrontando l'azienda con concorrenti dello stesso settore e di dimensione paragonabile.
Dove la riclassificazione inganna
Le rimanenze. Sono la voce più discrezionale dell'attivo. Un magazzino sopravvalutato gonfia insieme utile, patrimonio netto e indici di liquidità. Il quick ratio esiste proprio per questo.
Il bilancio abbreviato. Le società che restano sotto le soglie previste dal codice civile possono depositare uno schema sintetico, e le micro-imprese uno ancora più ridotto. Molte voci risultano aggregate, quindi la riclassificazione parte da dati meno dettagliati e alcuni indici non si possono calcolare senza chiedere il dettaglio all'azienda.
I crediti verso soci e le operazioni infragruppo. Un credito verso la controllante può essere sostanza o partita di giro. Va isolato prima di calcolare qualunque indice di liquidità.
Attenzione anche a come sono classificati i debiti. Lo spostamento di un finanziamento da oltre a entro dodici mesi cambia il current ratio senza che nella sostanza sia successo niente, e la nota integrativa è l'unico posto dove il dettaglio per scadenza si vede davvero.
Resta il limite più grosso: un esercizio isolato non dice niente. La riclassificazione ha valore quando è applicata con gli stessi criteri a più anni consecutivi, perché è il confronto a produrre informazione, non il singolo numero.
Dove trovare i dati
Il bilancio depositato è pubblico e si richiede al Registro delle Imprese. Per riclassificare conviene partire dal formato XBRL anziché dal PDF: le voci sono già taggate secondo la tassonomia ufficiale e si importano in un foglio di calcolo senza ricopiarle a mano, il che elimina l'errore di trascrizione che è la causa più banale di un'analisi sbagliata.
La nota integrativa va letta comunque, perché è lì che stanno i criteri di valutazione, il dettaglio dei debiti per scadenza e le informazioni sulle parti correlate. Sono esattamente i dati che servono per non sbagliare la riclassificazione.
Domande frequenti
Il bilancio riclassificato va depositato? No. Il deposito riguarda il bilancio redatto secondo gli schemi civilistici. La riclassificazione è un'elaborazione interna o di terzi e non ha valore legale.
Esiste uno schema di riclassificazione obbligatorio? No, e questo è il motivo per cui due analisi dello stesso bilancio possono divergere. Gli schemi a valore aggiunto e a costo del venduto sono i più diffusi per prassi, non per obbligo.
MOL ed EBITDA sono la stessa cosa? Nella pratica corrente sì, ed entrambi indicano il margine operativo prima di ammortamenti e svalutazioni. Nessuno dei due è definito dal codice civile, quindi il perimetro esatto va sempre verificato quando il dato arriva da un terzo.
Posso riclassificare il bilancio di una S.n.c.? Le società di persone non depositano il bilancio, quindi non esiste un documento pubblico da cui partire. Serve la contabilità fornita dall'azienda stessa.
Che rapporto c'è con gli indicatori del Codice della crisi? Il Codice della crisi d'impresa chiede agli amministratori assetti adeguati a rilevare per tempo lo squilibrio, e gli indicatori usati in quel contesto, come la sostenibilità del debito rispetto ai flussi, nascono dallo stesso lavoro di riordino delle voci. La riclassificazione è lo strumento, non l'adempimento.
Quanti anni servono per un'analisi attendibile? Tre esercizi sono il minimo per distinguere una tendenza da un'oscillazione. Con due si vede solo una variazione, che può dipendere da una singola commessa.
La banca riclassifica il bilancio con gli stessi criteri? Ogni istituto usa il proprio schema interno e lo integra con dati che il bilancio non contiene, a partire dagli andamentali della Centrale dei rischi della Banca d'Italia. Un indice calcolato in casa può quindi non coincidere con quello che l'istruttoria produce sullo stesso bilancio. Il funzionamento di quei modelli è descritto nella guida sul credit scoring aziendale.
Come si riclassifica un bilancio consolidato? La logica è la stessa, ma vanno prima eliminate le partite infragruppo già elise nel consolidamento e va isolata la quota di terzi nel patrimonio netto. Confrontare il consolidato di un anno con il bilancio d'esercizio di un altro produce indici privi di significato.
Serve la nota integrativa se ho già il file XBRL? Sì. Il tagging copre gli schemi quantitativi, mentre criteri di valutazione, dettaglio dei debiti per scadenza e informazioni sulle parti correlate stanno nel testo. Sono gli elementi che spostano il risultato della riclassificazione.
Fonti ufficiali
I criteri di redazione del bilancio e gli schemi obbligatori di stato patrimoniale e conto economico sono negli articoli 2423 e seguenti del codice civile, insieme alle forme semplificate per il bilancio abbreviato (art. 2435-bis) e per le micro-imprese (art. 2435-ter), consultabili su Normattiva. La composizione degli schemi è trattata nel principio contabile OIC 12 dell'Organismo Italiano di Contabilità. I bilanci depositati si richiedono al Registro Imprese. Gli obblighi di rilevazione tempestiva dello squilibrio sono nel D.Lgs. 14/2019. Gli andamentali che le banche affiancano al bilancio in istruttoria provengono dalla Centrale dei rischi della Banca d'Italia, accessibile gratuitamente anche all'impresa che vuole vedere la propria posizione.
Per l'operatività vedi bilancio depositato, bilancio XBRL, visura camerale ordinaria e visura camerale storica. Per i canali di reperimento del documento vedi dove scaricare il bilancio di una società, e per la lettura in chiave di rischio il credit scoring aziendale.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce l'analisi di un commercialista o di un revisore sul bilancio specifico. Vedi il disclaimer YMYL.