NASpI dopo un licenziamento: requisiti, domanda entro 68 giorni, durata
Dopo un licenziamento la NASpI si chiede all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione, in via telematica. Servono almeno tredici settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni e lo stato di disoccupazione. La durata è pari a metà delle settimane contributive, fino a ventiquattro mesi. Come si calcola l'importo, da quando decorre e cosa fa perdere l'indennità.
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NASpI dopo un licenziamento: requisiti, domanda e durata
Un licenziamento dà diritto alla NASpI, perché la perdita del lavoro è involontaria. La domanda si presenta all'INPS in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, e servono almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti. La prestazione dura quanto la metà delle settimane contributive di quel quadriennio, con un tetto di ventiquattro mesi.
Il termine dei 68 giorni è perentorio. Non è un suggerimento organizzativo: oltre quel giorno il diritto si perde, anche quando tutti gli altri requisiti ci sono.
Chi ha diritto alla NASpI
La prestazione spetta a lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l'occupazione, secondo il D.lgs. 4 marzo 2015, n. 22.
| Causa di cessazione | NASpI |
|---|---|
| Licenziamento, anche disciplinare | Sì |
| Licenziamento collettivo | Sì |
| Scadenza di un contratto a termine | Sì |
| Dimissioni per giusta causa | Sì |
| Risoluzione consensuale in sede protetta o dopo rifiuto del trasferimento | Sì |
| Dimissioni volontarie ordinarie | No |
| Risoluzione consensuale ordinaria | No |
Il licenziamento disciplinare rientra fra le ipotesi indennizzabili: la disciplina guarda alla natura involontaria della cessazione, non alla condotta che l'ha provocata. Restano esclusi i rapporti che non sono lavoro subordinato e le categorie con tutele proprie, come gli operai agricoli a tempo indeterminato e i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.
I requisiti in concreto
- Stato di disoccupazione. Si acquisisce con la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, che la domanda di NASpI comprende.
- Tredici settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio della disoccupazione. Valgono anche le settimane accreditate presso datori diversi.
- Requisito aggiuntivo dopo dimissioni recenti. Per le cessazioni dal 1° gennaio 2025 la legge di bilancio 2025 ha introdotto una condizione ulteriore: chi nei dodici mesi precedenti la cessazione si è dimesso volontariamente da un rapporto a tempo indeterminato deve aver maturato almeno tredici settimane di contribuzione presso il nuovo datore di lavoro.
Il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo negli ultimi dodici mesi, previsto nella versione originaria della disciplina, è stato abrogato e non si applica più.
Le settimane utili si verificano prima di presentare la domanda, leggendo l'estratto contributivo INPS: è lo stesso dato su cui l'Istituto calcola diritto, durata e importo.
Come si presenta la domanda
La domanda è telematica e passa da tre canali: il portale INPS con SPID, CIE o CNS; il Contact center; un patronato.
- Verifica la data di cessazione riportata nella comunicazione obbligatoria del datore di lavoro. Da lì partono i 68 giorni.
- Prepara i dati bancari. L'IBAN deve essere intestato o cointestato al richiedente.
- Compila la domanda, che include la dichiarazione di immediata disponibilità.
- Indica le informazioni sui carichi familiari, se rilevanti per le prestazioni collegate.
- Conserva la ricevuta di protocollo e segui lo stato della pratica nel fascicolo personale.
Da quando decorre
| Situazione | Decorrenza |
|---|---|
| Domanda presentata entro l'ottavo giorno dalla cessazione | Ottavo giorno successivo alla cessazione |
| Domanda presentata dopo l'ottavo giorno | Giorno successivo alla presentazione |
| Cessazione con periodo di malattia o maternità in corso | Dalla fine dell'evento, secondo le regole della singola fattispecie |
Presentare la domanda subito non anticipa il pagamento oltre l'ottavo giorno, ma evita di perdere giornate di indennità. Ogni giorno di ritardo oltre l'ottavo è un giorno in meno.
Quanto dura
La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei quattro anni precedenti la cessazione, con un limite massimo di ventiquattro mesi. Le settimane già utilizzate per una NASpI precedente non si contano di nuovo.
| Settimane contributive nel quadriennio | Durata indicativa |
|---|---|
| 26 | 13 settimane, circa 3 mesi |
| 52 | 26 settimane, circa 6 mesi |
| 104 | 52 settimane, circa 12 mesi |
| 208 o più | 104 settimane, il tetto di 24 mesi |
Come si calcola l'importo
La base di calcolo è la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Il risultato è la retribuzione media mensile.
Su quella base l'indennità vale il 75% se la retribuzione media resta entro una soglia rivalutata ogni anno. Se la supera, si sommano il 75% della soglia e il 25% della parte eccedente, entro un importo massimo mensile anch'esso rivalutato. INPS pubblica i due valori aggiornati all'inizio di ogni anno con una circolare dedicata, quindi conviene leggere lì le cifre in vigore invece di applicarne di vecchie.
L'indennità si riduce del 3% al mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda la riduzione parte dal primo giorno dell'ottavo mese.
La NASpI è soggetta a tassazione IRPEF e dà diritto alla contribuzione figurativa, che entra nella posizione assicurativa per il periodo indennizzato.
Gli obblighi durante la prestazione
La NASpI è condizionata alla partecipazione alle politiche attive, secondo il D.lgs. 14 settembre 2015, n. 150. Il beneficiario viene convocato dal centro per l'impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato e deve partecipare alle iniziative di orientamento e formazione.
| Comportamento | Conseguenza |
|---|---|
| Mancata presentazione a una convocazione senza giustificato motivo | Sanzione progressiva, fino alla decadenza |
| Rifiuto di un'offerta di lavoro congrua | Decadenza dalla prestazione |
| Mancata adesione alle attività concordate | Sanzione progressiva |
Lavorare mentre si percepisce la NASpI
Nuovo lavoro subordinato fino a sei mesi. La prestazione si sospende d'ufficio e riprende alla fine del rapporto, per la durata residua.
Nuovo lavoro subordinato oltre sei mesi. La NASpI decade.
Lavoro subordinato con reddito entro il limite di esenzione. L'indennità prosegue ridotta, a condizione che il lavoratore comunichi il reddito annuo previsto.
Lavoro autonomo o impresa individuale. L'indennità prosegue ridotta dell'80% del reddito previsto, se il reddito resta entro il limite che esclude l'obbligo di dichiarazione ai fini della prestazione. La comunicazione all'INPS va fatta entro trenta giorni dall'inizio dell'attività, e la sua omissione comporta la decadenza.
Chi vuole avviare un'attività autonoma può chiedere la liquidazione anticipata dell'intero importo residuo in un'unica soluzione. La domanda va presentata entro trenta giorni dall'inizio dell'attività, e l'anticipazione non dà diritto alla contribuzione figurativa.
Cosa fa perdere l'indennità
- Superare i 68 giorni per la domanda.
- Iniziare un rapporto subordinato di durata superiore a sei mesi.
- Non comunicare nei termini il reddito da lavoro autonomo o parasubordinato.
- Raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
- Ottenere l'assegno di inabilità, salvo opzione per la NASpI.
- Trasferirsi all'estero senza attivare le procedure di esportabilità previste dai regolamenti comunitari.
Domande frequenti
Il licenziamento per giusta causa esclude la NASpI? No. Anche il licenziamento disciplinare comporta una cessazione involontaria, quindi l'indennità spetta se ci sono gli altri requisiti.
I 68 giorni decorrono dalla lettera di licenziamento o dall'ultimo giorno di lavoro? Dalla cessazione effettiva del rapporto, cioè dall'ultimo giorno coperto, non dalla data della comunicazione. Se c'è preavviso lavorato, il termine parte dalla fine del preavviso.
Quanto tempo passa prima del primo pagamento? Dipende dall'istruttoria e dalla completezza della domanda. Il diritto decorre comunque dalla data stabilita dalla legge, quindi gli arretrati vengono corrisposti con il primo accredito utile.
Posso chiedere la NASpI se mi sono dimesso durante il periodo di prova? Le dimissioni nel periodo di prova restano dimissioni volontarie e non danno diritto alla prestazione. Il recesso del datore di lavoro in prova, invece, è cessazione involontaria.
La NASpI vale per i contratti a termine scaduti? Sì. La scadenza del termine è una cessazione involontaria del rapporto.
Le settimane di NASpI già percepite si possono riusare per una domanda successiva? No. Le settimane di contribuzione già conteggiate per una prestazione precedente non rientrano nel calcolo della durata della nuova NASpI.
Come faccio a sapere quante settimane ho? Si leggono sull'estratto conto contributivo, gestione per gestione. È il documento su cui conviene fare il controllo prima di presentare la domanda.
Fonti ufficiali
La NASpI è disciplinata dal D.lgs. 4 marzo 2015, n. 22, che ne fissa requisiti, durata, misura e cause di decadenza. Il requisito aggiuntivo per chi si è dimesso da un rapporto a tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti è stato introdotto dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207. Gli obblighi di condizionalità e la disciplina dell'offerta congrua stanno nel D.lgs. 14 settembre 2015, n. 150. Domanda, istruttoria e pagamento sono gestiti dall'INPS, che pubblica ogni anno con propria circolare la soglia e il massimale di riferimento per il calcolo.
Per i controlli documentali sulle persone fisiche vedi verifica identità e certificato di residenza. Per il controllo delle settimane contributive vedi l'estratto contributivo INPS.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce l'assistenza di un patronato o di un consulente del lavoro sul caso concreto. Vedi il disclaimer YMYL.