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Come ottenere un certificato di matrimonio online

Il certificato anagrafico di matrimonio si scarica da ANPR con SPID, CIE o CNS. L'estratto per riassunto e la copia integrale dell'atto no: quelli restano all'ufficio di stato civile del Comune dove il matrimonio è registrato. Quale serve, come si richiede, quanto vale e perché agli uffici pubblici spesso non va consegnato affatto.

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Come ottenere un certificato di matrimonio online

Il certificato anagrafico di matrimonio si scarica da ANPR, il portale dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, entrando con SPID, CIE o CNS. Il file arriva in PDF già firmato con sigillo elettronico, quindi vale come quello ritirato allo sportello, e la procedura richiede pochi minuti.

Il punto su cui quasi tutti inciampano è un altro: ANPR rilascia il certificato, non l'atto. Se a chiederlo è una banca, un notaio o un avvocato, con ogni probabilità serve l'estratto per riassunto o la copia integrale, e quelli li tiene solo l'ufficio di stato civile del Comune dove il matrimonio è registrato.

Tre documenti con nomi simili e contenuti diversi

Prima di aprire qualsiasi portale conviene capire quale dei tre vi hanno chiesto, perché richiederne uno per l'altro significa rifare la pratica da capo.

Documento Cosa riporta Dove si ottiene
Certificato di matrimonio Che il matrimonio esiste, con data e luogo ANPR, online
Estratto per riassunto dell'atto Gli stessi dati più le annotazioni a margine Ufficio di stato civile del Comune
Copia integrale dell'atto La riproduzione completa dell'atto registrato Ufficio di stato civile, su richiesta motivata

Le annotazioni sono la ragione per cui l'estratto vale più del certificato. A margine dell'atto di matrimonio il Comune scrive le vicende che lo modificano: la scelta del regime patrimoniale e le sue variazioni, la separazione, il divorzio, l'eventuale nullità. Un certificato attesta che due persone si sono sposate il 14 giugno 2014 a Bologna. L'estratto dice anche se da allora sono in separazione dei beni e se il matrimonio è stato sciolto.

Da qui la regola pratica: se chi lo richiede ha a che fare con il patrimonio, con una successione o con una causa, chiedete l'estratto. Se serve solo a dimostrare che il matrimonio c'è stato, basta il certificato.

Il percorso rapido: ANPR

Il servizio è aperto ai cittadini dal 15 novembre 2021 e copre quattordici tipi di certificato anagrafico, fra cui quello di matrimonio.

  1. Aprite il portale ANPR del Ministero dell'Interno e accedete con SPID, CIE o CNS. Senza una di queste identità digitali non si entra: come si ottengono è spiegato nella guida su SPID e nel confronto fra SPID e CIE.
  2. Scegliete l'intestatario. Potete scaricare i certificati vostri e quelli delle persone che risultano nel vostro stato di famiglia; per gli altri serve una delega o lo sportello comunale.
  3. Selezionate il certificato di matrimonio e indicate l'uso a cui è destinato. Non è una formalità: l'uso determina se il documento è esente dall'imposta di bollo.
  4. Se l'uso non rientra fra quelli esenti, l'imposta di bollo va assolta durante la richiesta tramite pagoPA. Il rilascio online non prevede invece diritti di segreteria.
  5. Scaricate il PDF. Il documento porta un QR code e un sigillo elettronico che ne permettono la verifica, e va consegnato così com'è: una fotocopia stampata e scansionata perde la firma e con essa il valore.

Quando ANPR non basta

ANPR attinge all'anagrafe. Gli atti di stato civile restano invece nei registri del Comune dove l'evento è stato registrato, e da lì escono estratti e copie integrali.

Il Comune di registrazione non coincide sempre con quello di residenza. Per un matrimonio celebrato in un comune diverso da quello di residenza, l'atto sta dove è stato celebrato o trascritto: è quell'ufficio che va contattato, non il proprio.

Molti Comuni accettano la richiesta per email, per PEC o da uno sportello telematico, e rispondono con il documento firmato digitalmente oppure per posta. I tempi variano molto: dove l'archivio è informatizzato bastano pochi giorni, sugli atti più vecchi la ricerca manuale può allungare le cose di qualche settimana. Nella richiesta conviene indicare sempre nomi e cognomi dei coniugi, data e luogo del matrimonio, e specificare per iscritto se serve l'estratto con le annotazioni.

La copia integrale segue una regola più stretta, perché riproduce l'atto per intero. Va chiesta con una motivazione, e l'ufficio la rilascia nei casi previsti dall'ordinamento dello stato civile.

Se il matrimonio è stato celebrato all'estero

Un matrimonio contratto fuori dall'Italia produce effetti in Italia quando viene trascritto nei registri di stato civile del Comune competente. Il passaggio si avvia dal consolato, che trasmette l'atto al Comune di iscrizione anagrafica o a quello di iscrizione AIRE.

Finché la trascrizione non è avvenuta, in Italia quel matrimonio non risulta: nessun portale lo mostra e nessun ufficio può certificarlo. È la spiegazione più comune del certificato che "non esiste" nonostante le nozze siano state regolarissime. Prima di insistere con le richieste conviene verificare al consolato che la trascrizione sia stata trasmessa e completata.

Per usarlo all'estero

Un certificato italiano consegnato a un'autorità straniera di norma richiede traduzione e legalizzazione. Per gli atti di stato civile esiste una scorciatoia: l'estratto plurilingue previsto dalla Convenzione di Vienna dell'8 settembre 1976, che negli Stati aderenti circola senza traduzione né legalizzazione.

Si chiede allo stesso ufficio di stato civile, precisando che serve nella forma plurilingue. Per i Paesi fuori dalla Convenzione resta la strada dell'apostille o della legalizzazione consolare, a seconda che lo Stato di destinazione aderisca alla Convenzione dell'Aja del 1961.

Agli uffici pubblici, spesso, non va consegnato

Questa parte fa risparmiare più tempo di tutte le altre messe insieme. Dal 2012 i certificati non si producono alle pubbliche amministrazioni né ai gestori privati di pubblici servizi: quegli enti devono acquisire il dato d'ufficio oppure accettare una dichiarazione sostitutiva. Sui certificati stessi compare la dicitura che ne vieta l'uso verso la PA.

Tradotto: verso un ufficio pubblico basta l'autocertificazione, su carta semplice e senza bollo. Il certificato vero serve nei rapporti fra privati, cioè quando lo chiede una banca, un'assicurazione, un datore di lavoro privato, un notaio per una pratica sua.

Se un ufficio pubblico pretende comunque il certificato cartaceo, la richiesta è fuori norma e si può far presente citando il DPR 445/2000. Lo stesso principio vale per gli altri documenti anagrafici, come spiegato nella guida al certificato di stato di famiglia.

Quanto dura

I certificati anagrafici valgono sei mesi dalla data di rilascio. Scaduto quel termine, per i fatti che non cambiano nel tempo il documento resta utilizzabile se l'interessato dichiara in calce che i dati non hanno subito variazioni.

Sul matrimonio la cautela di chi lo riceve è comprensibile, perché è uno stato che può cambiare: una banca o un notaio chiedono quasi sempre un documento emesso di recente. Per le pratiche patrimoniali conviene quindi richiedere l'estratto poco prima di consegnarlo, invece di riutilizzarne uno che avete in cassetto da mesi.

Quando invece serve verificare i dati di una persona

Chi deve controllare i dati anagrafici di una controparte, e non la propria posizione, non passa da ANPR: lì si entra solo con la propria identità digitale e per i propri familiari. Per le verifiche professionali su terzi esistono i servizi dedicati, come i dati anagrafici di una persona fisica e la verifica del codice fiscale, che restituiscono il riscontro senza richiedere il certificato all'interessato.

Domande frequenti

Il certificato scaricato da ANPR ha lo stesso valore di quello del Comune? Sì. Il PDF è firmato con sigillo elettronico e riporta gli estremi per la verifica. Perde valore solo se lo si stampa e lo si scansiona, perché la scansione non conserva la firma.

Posso richiedere il certificato di matrimonio dei miei genitori? Da ANPR solo se risultano nel vostro stato di famiglia. Altrimenti la richiesta va fatta al Comune dove l'atto è registrato, oppure con delega dell'interessato.

Quanto costa? Online non si pagano diritti di segreteria. Resta dovuta l'imposta di bollo da 16 euro quando l'uso dichiarato non è fra quelli esenti, e si versa contestualmente alla richiesta. L'elenco delle causali di esenzione è lo stesso per tutti i certificati anagrafici ed è riportato nella guida al certificato di stato di famiglia. Allo sportello comunale possono aggiungersi i diritti fissati dal singolo Comune.

Che differenza c'è fra certificato ed estratto, in una riga? Il certificato dice che il matrimonio c'è stato; l'estratto dice anche cosa gli è successo dopo, cioè regime patrimoniale, separazione o divorzio.

Mi hanno chiesto il certificato per una pratica in Comune. È corretto? No. Verso la pubblica amministrazione vale l'autocertificazione, e l'ufficio deve acquisire il dato per via telematica.

Il matrimonio è stato celebrato in chiesa: cambia qualcosa? Il matrimonio concordatario produce effetti civili dopo la trascrizione nei registri dello stato civile. Una volta trascritto, certificati ed estratti si richiedono come per qualsiasi altro matrimonio. Il certificato parrocchiale è un documento religioso e non sostituisce quello comunale.

Serve per il divorzio o per la separazione? In quei procedimenti viene richiesto di norma l'estratto per riassunto dell'atto di matrimonio, insieme allo stato di famiglia. L'elenco preciso lo indica il difensore o la cancelleria del tribunale.

Fonti ufficiali

L'ordinamento dello stato civile è regolato dal DPR 396/2000, che disciplina la formazione degli atti di matrimonio, le annotazioni a margine e il rilascio di estratti e copie integrali. Il DPR 445/2000 stabilisce la validità dei certificati e il regime delle dichiarazioni sostitutive verso la pubblica amministrazione. ANPR è il servizio del Ministero dell'Interno da cui i cittadini scaricano i certificati anagrafici; la Direzione centrale per i servizi demografici pubblica le circolari che gli uffici comunali applicano.

Disclaimer

I contenuti hanno valore informativo e non costituiscono consulenza legale. Costi, tempi e modalità di richiesta agli sportelli variano da Comune a Comune, e per le pratiche che incidono su regime patrimoniale, successione o stato civile è opportuno rivolgersi a un notaio o a un avvocato. Vedi disclaimer YMYL.

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Fonti ufficiali