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Quali documenti servono per la cittadinanza italiana

I documenti cambiano in base alla via scelta: discendenza, matrimonio o residenza. Il nucleo comune resta l'atto di nascita integrale, i certificati penali, la certificazione di italiano B1 e la ricevuta del contributo di 600 euro. Ogni atto formato all'estero va tradotto e legalizzato o apostillato. Cosa è cambiato per la discendenza dal 2025 e quanto durano davvero le pratiche.

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Quali documenti servono per la cittadinanza italiana

L'elenco dipende dalla via con cui si chiede la cittadinanza: discendenza da un avo italiano, matrimonio con un cittadino italiano, oppure residenza legale in Italia. Il nucleo comune non cambia mai, e comprende l'atto di nascita integrale del richiedente, i certificati penali dei Paesi in cui ha vissuto, un documento d'identità valido e la ricevuta del contributo di 600 euro.

Due requisiti mandano indietro più domande di tutti gli altri. Ogni atto formato all'estero deve arrivare tradotto e legalizzato, o munito di apostille se il Paese aderisce alla Convenzione dell'Aja del 1961. E per matrimonio e residenza serve una certificazione di conoscenza dell'italiano almeno di livello B1, rilasciata da un ente riconosciuto.

Le tre vie, e cosa richiede ciascuna

Via Requisito principale Riferimento
Discendenza (ius sanguinis) Linea di trasmissione documentata e mai interrotta, entro i limiti introdotti nel 2025 Legge 91/1992, art. 1; DL 36/2025
Matrimonio 2 anni di residenza in Italia dopo le nozze, o 3 anni se si risiede all'estero; termini dimezzati con figli Legge 91/1992, art. 5
Residenza (naturalizzazione) 10 anni di residenza legale per cittadini non UE, 4 anni per cittadini UE, 5 anni per rifugiati e apolidi Legge 91/1992, art. 9
Nascita in Italia Dichiarazione al Comune entro un anno dal compimento dei 18 anni, con residenza ininterrotta dalla nascita Legge 91/1992, art. 4

La via per nascita in Italia è l'unica che non passa da una domanda ministeriale: si dichiara all'ufficiale di stato civile del Comune di residenza, e il termine è perentorio.

I documenti comuni a ogni domanda

Documento Dove si ottiene Note
Atto di nascita integrale, con nome dei genitori Comune o autorità estera di nascita L'estratto per riassunto non basta: serve la copia integrale
Certificato penale del Paese d'origine Autorità giudiziaria di quel Paese Va chiesto anche ai Paesi dove si è vissuto dopo i 14 anni
Certificato penale italiano Casellario giudiziale, o autocertificazione Per i residenti in Italia lo acquisisce l'amministrazione
Documento d'identità e permesso di soggiorno Questura, consolato In corso di validità alla data della domanda
Certificazione di italiano B1 CILS, CELI, PLIDA, AIL o ente riconosciuto Non richiesta per la via della discendenza
Ricevuta del contributo di 600 euro Versamento su conto corrente del Ministero dell'Interno Aumentato dai precedenti 250 euro a partire dal 2025
Marca da bollo da 16 euro Rivendita autorizzata, o assolvimento telematico Si inserisce il codice identificativo nella domanda

Chi è residente in Italia può sostituire con autocertificazione i dati che risultano già alle anagrafi italiane, come residenza, stato civile e composizione del nucleo familiare. Gli atti formati all'estero restano invece sempre a carico del richiedente.

Discendenza: cosa è cambiato nel 2025

Fino a marzo 2025 la trasmissione per discendenza non aveva limiti di generazione: bastava ricostruire la catena fino a un avo italiano, purché nessuno nella linea avesse perso la cittadinanza prima della nascita del discendente successivo.

Il decreto-legge 36 del 28 marzo 2025 ha cambiato l'impianto. Chi è nato all'estero e possiede un'altra cittadinanza non è più considerato cittadino italiano dalla nascita, salvo che ricorra un legame recente con l'Italia: un genitore o un nonno nato in Italia, oppure un genitore che abbia risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita del figlio. Le domande già presentate entro il termine fissato dal decreto restano regolate dalle norme precedenti.

Per questa via i documenti da raccogliere sono gli atti di stato civile dell'intera linea:

  1. Atto di nascita dell'avo italiano, rilasciato dal Comune italiano di nascita.
  2. Atto di matrimonio dell'avo e atti di nascita, matrimonio e morte di ogni discendente fino al richiedente.
  3. Certificato che attesti se e quando l'avo abbia acquisito un'altra cittadinanza. È il documento che decide la pratica, perché una naturalizzazione avvenuta prima della nascita del discendente successivo interrompe la linea.
  4. Prova che nessuno nella linea abbia rinunciato alla cittadinanza italiana davanti a un'autorità consolare.
  5. Atti esteri tradotti e legalizzati o apostillati, con i nomi coerenti in tutti i documenti.

Le difformità nei nomi sono l'ostacolo più frequente. Un cognome trascritto in modo diverso fra l'atto di nascita e quello di matrimonio va sanato con una rettifica presso l'autorità che ha formato l'atto, prima di presentare la domanda.

Matrimonio: i due anni che contano

La domanda per matrimonio si presenta dopo due anni di residenza legale in Italia dalla data delle nozze, o dopo tre anni se la coppia risiede all'estero. I termini si riducono della metà quando dal matrimonio sono nati o sono stati adottati dei figli.

Oltre ai documenti comuni servono l'atto di matrimonio trascritto in Italia e lo stato di famiglia. Il matrimonio celebrato all'estero produce effetti civili in Italia solo dopo la trascrizione: il percorso è nella guida su come ottenere un certificato di matrimonio online.

Il vincolo deve durare fino al decreto di concessione. Separazione, divorzio o annullamento intervenuti nel frattempo fanno decadere la domanda, e lo stesso vale per il decesso del coniuge italiano.

Residenza: reddito e continuità

Per la naturalizzazione il periodo di residenza deve essere continuativo e regolarmente registrato in anagrafe. Un buco anagrafico, anche di pochi mesi, azzera il conteggio: è la ragione per cui conviene verificare la propria storia di residenza prima di avviare la pratica.

Vanno allegate le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni. L'amministrazione verifica una capacità reddituale sufficiente al mantenimento, secondo le soglie usate per l'esonero dalla spesa sanitaria: circa 8.263 euro annui per il richiedente senza persone a carico, circa 11.362 euro in presenza del coniuge a carico, con un incremento di circa 516 euro per ogni figlio a carico. I valori sono quelli applicati dalle circolari ministeriali e vanno confermati sul portale al momento della domanda.

Il reddito può essere dimostrato anche dal coniuge o dal nucleo familiare convivente, non necessariamente dal solo richiedente.

Traduzioni, legalizzazione e apostille

Ogni atto formato da un'autorità straniera segue tre passaggi.

La traduzione in italiano deve essere ufficiale. La certifica il consolato italiano nel Paese che ha emesso l'atto, oppure si assevera in Italia davanti al tribunale o a un notaio.

La legalizzazione attesta che la firma sull'atto sia autentica. Per i Paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja del 1961 basta l'apostille apposta dall'autorità estera competente, e non serve alcun passaggio consolare. Per gli altri Paesi la legalizzazione la esegue il consolato italiano.

Alcuni atti di stato civile sono esenti da entrambi i passaggi quando arrivano su modello plurilingue previsto dalle convenzioni internazionali, o quando provengono da un altro Stato dell'Unione europea secondo il regolamento UE 2016/1191. Verificare questa esenzione prima di pagare una legalizzazione fa risparmiare settimane.

Come si presenta la domanda

  1. Attivate un'identità digitale. Il portale del Ministero dell'Interno per le domande di cittadinanza si apre con SPID o CIE. Le differenze fra i due strumenti sono nella guida su SPID e CIE.
  2. Raccogliete e completate gli atti esteri con traduzione e legalizzazione o apostille. È la fase più lunga, e va chiusa prima di aprire la domanda online.
  3. Compilate la domanda sul portale, indicando l'articolo di legge applicabile. Un articolo sbagliato comporta il rigetto e la perdita del contributo.
  4. Caricate gli allegati nei formati richiesti e inserite i dati della marca da bollo.
  5. Inviate e conservate la ricevuta con il numero di pratica. Da lì si segue lo stato di avanzamento sullo stesso portale.

Chi risiede all'estero presenta la domanda al consolato competente per la propria circoscrizione, e deve essere iscritto all'AIRE: la procedura è descritta nella guida su come iscriversi all'AIRE.

Tempi e costi

Il termine di conclusione del procedimento è di 24 mesi dalla presentazione, prorogabile fino a 36. I tempi reali dipendono dalla prefettura o dal consolato che istruisce la pratica, e i procedimenti per discendenza presso i consolati più affollati superano spesso il termine.

Il contributo di 600 euro non viene restituito in caso di rigetto. Ai costi si aggiungono la marca da bollo da 16 euro, le spese per gli atti esteri, le traduzioni e l'esame di lingua, che nel complesso pesano in genere più del contributo stesso.

Dopo il decreto di concessione la cittadinanza si acquista con il giuramento davanti all'ufficiale di stato civile, che va prestato entro sei mesi dalla notifica. Senza giuramento nei termini il decreto perde efficacia.

Domande frequenti

Serve l'esame di italiano anche per la discendenza? No. La certificazione B1 è richiesta per le domande per matrimonio e per residenza. Chi acquista la cittadinanza per discendenza non deve dimostrare la conoscenza della lingua.

L'atto di nascita estratto per riassunto è sufficiente? No. Serve la copia integrale dell'atto, con l'indicazione dei genitori e delle eventuali annotazioni a margine.

Quanto vale un certificato penale straniero? Va prodotto in originale, tradotto e legalizzato o apostillato. Molte autorità estere lo rilasciano con validità limitata, spesso sei mesi: conviene chiederlo quando il resto del fascicolo è già pronto.

Posso presentare la domanda senza permesso di soggiorno scaduto e rinnovato? La domanda richiede un titolo di soggiorno valido. Se il rinnovo è in corso, la ricevuta della richiesta di rinnovo documenta la regolarità della posizione.

Un anno di residenza non registrato interrompe i dieci anni? Sì. Conta la residenza anagrafica risultante dai registri, non la presenza di fatto. Le discontinuità vanno verificate e, dove possibile, sanate prima della domanda.

Cosa succede se cambio indirizzo durante l'istruttoria? Va comunicato sul portale. Le notifiche, compresa quella del decreto, arrivano all'indirizzo registrato, e un recapito non aggiornato fa perdere il termine per il giuramento.

I figli minori acquistano la cittadinanza con il genitore? I figli minori conviventi al momento dell'acquisto da parte del genitore acquistano la cittadinanza, con dichiarazione all'ufficiale di stato civile. La convivenza va documentata.

Fonti ufficiali

La materia è regolata dalla legge 91/1992, che definisce le vie di acquisto e i requisiti di ciascuna, e dal decreto-legge 36/2025 per i limiti alla trasmissione per discendenza a chi è nato all'estero. Il Ministero dell'Interno gestisce il portale delle domande e pubblica l'elenco degli allegati richiesti per ogni articolo di legge. Il Ministero degli Affari Esteri cura le domande presentate dai residenti all'estero attraverso la rete consolare, e pubblica le indicazioni sulla legalizzazione e sull'apostille dei documenti stranieri.

Disclaimer

I contenuti hanno valore informativo e non costituiscono consulenza legale. Requisiti, importi e allegati cambiano nel tempo e sono valutati caso per caso dall'amministrazione procedente: per la propria posizione rivolgersi alla prefettura, al consolato competente o a un professionista abilitato. Vedi disclaimer YMYL.

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Fonti ufficiali