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Indennità di maternità INPS: chi ne ha diritto, quanto spetta e come fare domanda

L'indennità di maternità vale l'80% della retribuzione media giornaliera per i cinque mesi di congedo. Per le dipendenti la anticipa di regola il datore di lavoro. La domanda si presenta online all'INPS prima dei due mesi che precedono il parto, e il certificato di gravidanza lo invia il medico. Autonome e iscritte alla Gestione Separata seguono regole proprie.

Contenuto redatto con l'assistenza di intelligenza artificiale e revisionato da un esperto qualificato (vedi autore).

Indennità di maternità INPS: chi ne ha diritto, quanto spetta e come fare domanda

Durante il congedo di maternità la lavoratrice dipendente riceve un'indennità pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera, calcolata sull'ultimo periodo di paga prima del congedo. Il congedo dura cinque mesi: di norma due prima della data presunta del parto e tre dopo. Di regola l'indennità arriva in busta paga, perché il datore di lavoro la anticipa per conto dell'INPS.

La domanda si presenta online all'INPS prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto. Il certificato di gravidanza non lo carichi tu: lo invia per via telematica il medico del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato. Dopo la nascita hai 30 giorni per comunicare all'INPS la data e i dati del figlio.

Chi ha diritto all'indennità

Le regole cambiano in base al tipo di lavoro. La tabella riassume le tre schede INPS.

Categoria Requisito principale Importo Chi paga
Lavoratrici dipendenti Rapporto di lavoro in corso all'inizio del congedo 80% della retribuzione media globale giornaliera Di regola il datore di lavoro in busta paga, in alcuni casi l'INPS direttamente
Colf e badanti 26 contributi settimanali nell'anno prima del congedo, oppure 52 nei due anni prima Come le dipendenti Verifica la modalità di pagamento nella scheda INPS per le dipendenti
Artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, IAP, pescatrici autonome Iscrizione alla gestione INPS e contributi in regola nei mesi di maternità 80% della retribuzione giornaliera fissata ogni anno per legge per quell'attività INPS
Iscritte alla Gestione Separata Almeno una mensilità di contributi con aliquota piena nei 12 mesi prima del periodo indennizzabile 80% di 1/365 del reddito dei 12 mesi di riferimento INPS

Per colf e badanti il requisito contributivo basta anche senza un rapporto di lavoro in atto. Le braccianti agricole a tempo determinato devono risultare negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo.

Per autonome e iscritte alla Gestione Separata c'è una differenza importante: l'indennità non obbliga a smettere di lavorare. Per le dipendenti invece il congedo è un'astensione obbligatoria. Il Testo unico (D.Lgs. 151/2001) vieta al datore di lavoro di farle lavorare in quel periodo.

Disoccupate e sospese

Se hai perso il lavoro o il rapporto è sospeso, il congedo deve iniziare entro 60 giorni dall'ultimo giorno di lavoro. Il limite non vale se hai diritto a indennità di disoccupazione, mobilità o cassa integrazione: in quel caso il congedo può iniziare anche più tardi. Se stai valutando anche la NASpI, la guida su come chiedere la NASpI dopo un licenziamento spiega requisiti e tempi.

Quanto dura il congedo

La regola base è 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo. Il giorno del parto si conta a parte e si aggiunge ai cinque mesi. Ci sono però diverse varianti.

Situazione Come cambia il periodo
Flessibilità 1 mese prima e 4 dopo, se il medico specialista del SSN e il medico competente attestano che non ci sono rischi
Tutto dopo il parto 5 mesi dopo il parto, con la stessa attestazione medica
Interdizione anticipata Il congedo inizia prima dei due mesi, su disposizione dell'ASL per gravidanza a rischio o dell'Ispettorato del lavoro per mansioni incompatibili
Parto prima della data presunta 3 mesi dopo il parto più i giorni non goduti prima
Parto dopo la data presunta 3 mesi dopo il parto più i giorni tra data presunta ed effettiva
Parto gemellare La durata non cambia
Neonato ricoverato La madre può sospendere il congedo, tornare al lavoro e riprenderlo dalle dimissioni del bambino, una sola volta per figlio

La circolare INPS 29 settembre 2022, n. 106 chiarisce un punto pratico. Per la flessibilità o per il congedo tutto dopo il parto, la documentazione medica va consegnata al datore di lavoro, non all'INPS.

Adozione e affidamento

  • Adozione o affidamento preadottivo nazionale: 5 mesi dall'ingresso del minore in famiglia.
  • Adozione o affidamento preadottivo internazionale: 5 mesi dall'ingresso in Italia, fruibili in parte anche prima.
  • Affidamento non preadottivo: 3 mesi, da usare anche a frazioni entro 5 mesi dall'affidamento.

Il congedo di paternità alternativo

Se la madre non può usare il congedo, lo prende il padre. I casi previsti sono morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio e affidamento esclusivo al padre. Il congedo dura quanto la parte non goduta dalla madre. Se la madre non lavora, termina tre mesi dopo il parto. È una misura diversa dal congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni previsto dall'art. 27-bis del Testo unico.

Come fare domanda, passo per passo

  1. Chiedi al medico del SSN o convenzionato di inviare all'INPS il certificato medico di gravidanza in via telematica, prima dell'inizio del congedo.
  2. Accedi al servizio online INPS per il congedo di maternità con SPID, CIE o CNS. Se devi ancora scegliere, la guida sulla differenza tra SPID e CIE aiuta a decidere.
  3. Apri "Acquisizione domanda" e scegli la tua categoria di lavoratrice. Nella sezione "Manuali" trovi le istruzioni per ciascuna categoria.
  4. Invia la domanda prima dei due mesi che precedono la data presunta del parto. Se sei lavoratrice autonoma, inviala dopo il parto.
  5. Entro 30 giorni dalla nascita comunica all'INPS la data di nascita e i dati del figlio.
  6. Segui la pratica con "Consultazione domande". Da lì puoi anche annullare una domanda inserita per errore.

In caso di adozione o affidamento puoi allegare alla domanda i documenti utili, per esempio l'autorizzazione all'ingresso in Italia del minore o l'attestazione di ingresso in famiglia.

Se non vuoi usare il servizio online, hai due alternative:

  • il Contact Center INPS: 803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • un patronato o un altro intermediario dell'INPS, che invia la domanda con i propri servizi telematici.

Per un congedo di paternità alternativo dovuto a grave infermità della madre, il certificato sanitario va consegnato in busta chiusa al centro medico legale INPS, allo sportello o per raccomandata.

Il termine da non perdere: un anno

Il diritto all'indennità si prescrive in un anno, a partire dal giorno dopo la fine del congedo. Per non perderlo devi inviare all'INPS, prima della scadenza, una richiesta scritta di pagamento con data certa. Lo stesso termine vale per le lavoratrici autonome, e decorre dalla fine del periodo indennizzabile.

Cosa cambia nel 2026

Nella sintesi INPS della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) non compaiono modifiche a misura e durata dell'indennità di maternità. Le novità riguardano le misure che vengono dopo:

Misura Novità 2026
Congedo parentale Utilizzabile fino ai 14 anni del figlio, prima 12, con gli stessi limiti massimi
Congedo per malattia del figlio sopra i 3 anni Da 5 a 10 giorni l'anno per ciascun genitore, per figli tra 3 e 14 anni
Bonus mamme 2026 60 € al mese, fino a 720 € l'anno, per lavoratrici dipendenti (escluso il lavoro domestico) e autonome con reddito da lavoro fino a 40.000 €

Il bonus mamme non è tassato, non conta ai fini ISEE ed è pagato dall'INPS su domanda. Per le madri con due figli spetta fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni. Per le madri con più di due figli spetta fino ai 18 anni del più piccolo. Dopo la nascita conviene anche fare domanda per l'Assegno unico per i figli, il cui importo dipende dall'ISEE: la guida su quali documenti servono per l'ISEE aiuta a prepararlo.

Domande frequenti

Chi paga l'indennità di maternità a una dipendente? Di regola il datore di lavoro, che la anticipa in busta paga per conto dell'INPS. In alcuni casi indicati nella scheda INPS la paga direttamente l'Istituto, con bonifico o accredito su conto.

Devo portare io il certificato di gravidanza all'INPS? No. Lo trasmette online il medico del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato, prima dell'inizio del congedo.

Con i gemelli il congedo è più lungo? No. Secondo l'INPS, in caso di parto gemellare la durata del congedo di maternità non cambia.

Posso lavorare fino al nono mese? Sì, con la flessibilità (un mese prima e quattro dopo) o scegliendo di prendere tutti i cinque mesi dopo il parto. In entrambi i casi serve l'attestazione dei medici, da consegnare al datore di lavoro.

Sono una libera professionista: devo smettere di lavorare? Se sei iscritta alla Gestione Separata INPS, no: l'indennità non comporta l'obbligo di astensione. Lo stesso vale per artigiane, commercianti e le altre autonome iscritte alle gestioni INPS. Se sei iscritta a una cassa professionale, le regole le decide la tua cassa.

Ho scoperto tardi di poter chiedere l'indennità. È troppo tardi? Hai un anno dal giorno dopo la fine del congedo. Entro quel termine invia all'INPS una richiesta scritta con data certa.

Serve un certificato di stato di famiglia? La domanda chiede i dati del figlio, non un certificato. Il certificato di stato di famiglia può però servire per altre pratiche dopo la nascita.

Fonti ufficiali

Requisiti, durata, importo, pagamento, prescrizione e canali di domanda per le lavoratrici dipendenti sono descritti nella scheda INPS sul congedo di maternità e di paternità alternativo, che rinvia agli articoli 16 e seguenti del D.Lgs. 151/2001. Le regole per artigiane, commercianti e altre autonome sono nella scheda INPS dedicata, che richiama gli articoli 66 e seguenti del Testo unico. I requisiti e il calcolo per le iscritte alla Gestione Separata sono nella scheda corrispondente. L'invio telematico del certificato di gravidanza è descritto nella scheda INPS sulla trasmissione online dei certificati. Le novità 2026 su congedo parentale, malattia del figlio e bonus mamme sono riassunte dall'INPS nella notizia sulla Legge di Bilancio 2026.

Disclaimer

I contenuti hanno valore informativo e non sostituiscono la consulenza di un patronato, di un consulente del lavoro o dell'INPS. Requisiti e importi possono cambiare con nuove norme o circolari: verifica sempre la scheda INPS aggiornata prima di presentare la domanda. Vedi disclaimer YMYL.

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Fonti ufficiali